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zOne studio
Federico Marconi
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r t i s t a www.creativezonestudio.com |
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All'interno del DIZIONARIO DEGLI ARTISTI LIGURI edito da De Ferrari Ed. nel Gennaio 2006
scrive su di lui Lamberto Pignotti La sua attività si svolge in un'area inter-mediale ( architettonico-progetuale, performance e installazioni, opere plurimateriche) che spesso intende - anche attraverso esplicite titolazioni di sue opere verbo-visive che si avvalgono a tratti di un supporto di lavagna - coinvolgere emblematicamente i cinque sensi nel suo complesso.
scrive su di lui Brunetto De Batté: Federico Marconi lo
ricordo tra gli Actiegroep con la T-shirt da superman. Brunetto De Batté
A proposito dell'installazione pubblica Distanziumanometro realizzata ad AGORÀ-Grandi formati 2005 , Bordighera
come altri artisti
travalica i confini della dimensione personale per sconfinare in quella
collettiva. Con Distanziumanometro Federico Marconi riflette sulla crisi
dello spazio pubblico inteso come campo di relazione, dello scambio sociale,
della commistione: incentrando il suo lavoro sulle distanze interpersonali
che si fanno sempre più grandi a seguito di una ormai diffusa tendenza
a sentirsi al sicuro solo all'interno delle proprietà private,
Marconi denuncia la progressiva ed inarrestabile scomparsa dalle città
contemporanee dei luoghi destinati ad accogliere e a favorire i rapporti
umani. Marconi indaga le dinamiche dei processi relazionali fra individuo
e spazio urbano usando una vera piazza pubblica come elemento integrativo
e significante del proprio lavoro.
scrive su di lui Francesca Mariani Effimerografie è il neologismo, scelto come titolo, per la mostra di Federico Marconi, un artista che costantemente giustappone nelle sue opere apparenti labilità a pretese eternità. Tramite una sorta di grafia, infatti, prendono forma realizzazioni in cui i materiali comunicano linguaggi altri e alle parole si sostituiscono o si accompagnano immagini. Non solo operatore artistico, ma anche architetto, Marconi rivela il suo spirito riflessivo in opere ermetiche ed icastiche dove il suo vissuto ritorna inconsciamente creando uno spunto per spingere l'immagine verso una proliferazione del pensiero così che le sue grafie a volte sembrano nascere una dall'altra. Nelle opere del 2002 è presente la ricerca della plurisensorialità che, l'anno dopo, viene allargata e integrata dall'utilizzo di radiografie: i sensi si leggono nella mente, ma anche nel corpo. La serie delle Ardesiografie, composte con lastre ai raggi x e schegge, sottili e taglienti, della pietra intesa come crosta terrestre, sollecita l'osservatore a scavare oltre la superficie, a percepire nella elementarità dei segni una complessità di rimandi. Il graffito, il levigato, l'opaco sono tenuti insieme da una sorta di cornice che tende a ricomporre, con estremo sforzo, i frammenti di una realtà lacerata e sconvolta dalla devastante attività dell'uomo: l'artista esprime la volontà di ricomporre l'unità, di superare i conflitti. Come in radiologia si adoperano i mezzi di contrasto per dare rilievo ai contorni dell'organo osservato, rendendone più semplice l'analisi, anche nella sperimentazione di Marconi è sempre presente una dualità opposta e dialogante, allo stesso tempo, come nelle Icnografie ovvero tracce, indizi per aiutare lo spettatore a cogliere lo sguardo dell'artista nel momento in cui opera perché la partecipazione inizia dall'osservazione. Una realtà parallela e più intima viene indagata da Marconi, grazie a uno spirito ironico, nelle ultime Logografie con le quali si instaura un immaginario dialogo in un altro momento del tempo: la presa di coscienza della propria corporeità e personalità passa attraverso l'impiego della radiografia, una sorta di identità separata, uno sguardo dal di fuori, con cui si ricompongono i frammenti di un tentativo di comunicazione altra. Queste grafie sono i segni della vita che entrano a far parte dell'immaginazione: a Marconi piace l'idea che le persone si interroghino esaminando tutta la serie di sensazioni prodotte dagli oggetti e quando si guardano queste opere si guardano i suoi pensieri. Francesca Mariani
scrive su di lui Enrico Formica Federico
Marconi è architetto e urbanista e la sua attività è
comunque sempre una riflessione sullo spazio. Il suo approccio è
simile a quello dello scrittore inglese J.G.Ballard, che da anni osserva
la trasformazione delle grandi città in "non luoghi"
e descrive la psicopatia dominante che di questo piazzamento è
la conseguenza.
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